Il Giappone del Sake – Serata degustazione del 24 Marzo
29 Marzo 2022
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Degustazione di Pinot Nero: alla scoperta dell’Alto Adige

Degustazione di Pinot Nero: alla scoperta dell’Alto Adige

Nasce dall'incontro di due grandi menti la serata sul Pinot nero di Mazzon organizzata da Fisar Prato il 10 Marzo. Da una parte Giampaolo Zuliani, docente Fisar e degustatore di lunga esperienza, nonché relatore della serata, dall'altra Michela Carlotto titolare dell'omonima cantina, una delle più rappresentative di questo territorio straordinario. Soli 60 ettari, di cui 50 vitati a Pinot nero, compongono l'altopiano di Mazzon che si estende da nord a sud nella doc Alto Adige.
Un corpo unico tutto esposto ad ovest che potremmo definire Cru, parcellizzato tra 12 Masi di cui il più antico, Schlosshof, risale al 1200. Terreni stratificati di humus, sedimenti calcarei, silicati e strati di arenaria contribuiscono a caratterizzare il Pinot Nero di Mazzon ma è soprattutto il microclima particolare che rende questa zona così vocata. Siamo tra i 300 ed i 450 mt di altitudine, protetti a nord dal Monte Corno ma esposti all'influsso mitigatore del vento Ora che, salendo dal Garda fin dal primo pomeriggio, da Aprile a Settembre asciuga i grappoli permettendone una maturazione salubre.
Il sole sorge tardi sulla piana di Mazzon prolungando l'escursione termica della sera e favorendo l'estrazione polifenolica ma tramonta anche molto tardi regalando le ultime ore di sole della giornata, fondamentali per la maturazione dei grappoli. Stesso terreno, stesso clima, vini eleganti e di grande struttura ma spesso molto diversi tra loro; un luogo dove il fattore umano, la tradizione e l'interpretazione personale fanno la differenza.
Un areale tutto da scoprire quello di Mazzon, dove il Pinot Nero ha trovato il suo habitat naturale. Un vitigno difficile, che non perdona territori e climi che non gli appartengono. Da sempre amato e studiato, dall'alto della sua eleganza è spesso umorale, scorbutico ed a volte rustico.
Nato dall'incrocio tra Traminer e Pinot Meunier, il Pinot Nero, è una delle varietà più antiche ed arriva nel colle di Mazzon intorno al 1870 grazie a Ludwig Barth von Barthenau, professore di chimica all'università di Vienna, che acquista alcuni terreni a Mazzon mettendo a dimora le barbatelle di Pinot Nero. Nel 1898 compare la prima etichetta con il termine Mazzon e nel 1956 un vino prodotto dall'azienda Elzenbaum lega indissolubilmente per la prima volta il territorio di Mazzon al Pinot Nero riportando in etichetta “Blauburgunder – Mazzon” e dando così inizio ad un sodalizio lungo un'eternità.
La serata prosegue con l'assaggio di sette vini guidato magistralmente da Giampaolo Zuliani:
  1. J. Hofstatter riserva Mazzon 2019 (12 ha – fermentazine con uve solo parzialmente diraspate – affinamento in barrique per 12 mesi – seguono 6 mesi in botte grande e tre mesi in bottiglia) Dal colore rosso rubino con sfumature granato sull'unghia, al naso si presenta fine, delicato, ampio, già sufficentemente stratificato, molto varietale con la classica nota del lampone e della fragolina su un sottofondo di spezie dolci ed amare ed una leggera nota di boisè. In bocca è caldo, robusto, con una buona spalla volumetrica, denso al centro bocca, quasi fresco vivo con la sua spalla acida evidente. Tannino ancora da evolvere, teso ed amaricante nel finale. In retrolfattiva emergono le note dell'affinamento, boisè e la nota amaricante della liquirizia. Un vino persistente, pronto che darà il meglio di sé tra 2/3 anni.
  2. Kollerhof – Herbert Visentin – Mazon 2017 (4 ha – maturazione in legno per 12 mesi) Dal colore di matrice granato, un vino di media densità che al naso si presenta fine ma scontroso con note leggermente selvatiche ma varietali di pellame, tostato, boisè e fragola di bosco. Una lettura più difficile rispetto al precedente vino. In bocca si presenta con una materia più esile e sottile ma con una buonissima acidità e salinità. Tannino sufficientemente fine con una nota leggermente amaricante da ricondurre alla vendemmia 2017 molto calda e caratterizzata da una gelata a fine Luglio che ha compromesso un po' i grappoli. In retrolfattiva si conferma la fragolina ma anche le erbe aromatiche e una liquirizia delicata sul finale. Meno persistente e morbido del precedente ma più facile da bere con la sua nota acida rinfrescante.
  3. Brunnerhof – Mazzon 2017 (fermentazione in tonneaux per due settimane ed affinamento per 8/10 mesi in botte grande) Di colore rubino con riflessi granato, al naso è intenso, stratificato e fine con note di piccoli frutti scuri sotto spirito, boisè e leggere note di cacao su un sottofondo dolce. Di più facile lettura rispetto al precedente ma non meno profondo. Grande corpo, struttura e densità in bocca che potrebbero far pensare ad annata diversa rispetto al precendente se non fosse per la grande freschezza che li accomuna. Tannino elegante, piccolo, che non si allarga nel finale e rilascia con una leggera nota amaricante. In retrolfattiva si confermano i frutti scuri, la nota di cacao e liquirizia. Il finale gioca sulla parte acido/tannica rendendolo molto piacevole e sufficentemente disteso.
  4. Girlan – Mazzon Pinot nero riserva Vigna Ganger 2017 (1,6 ha – 1/5 di grappoli non diraspati – affinamento di 20 mesi in barrique e 18 mesi in bottiglia) Rubino con freddi riflessi granato, al naso le spezie dolci avvolgono i piccoli frutti rossi sotto spirito dandogli grande profondità. Potenza, struttura, densità, grande persistenza, materia, estrazione, sapidità. Questo vino è il frutto di rese per ettaro molto basse che cercano di esaltare tutte le potenzialità di una vigna storica, quella di Ganger. Il tannino è più largo ed asciugante rispetto agli altri vini e chiude in maniera robusta lasciando la bocca un pochino più nervosa in grande contrasto con la matrice calda dell'ingresso di bocca. In retrolfattiva si confermano i piccoli frutti rossi macerati, il boisè con la liquirizia e l'avvolgenza delle spezie continua in bocca dando una lunga persistenza.
  5. Cantina Cortaccia – Mazzon Pinot Nero riserva 2017 ( 2,07 ha – macerazione a freddo per 5 gg – fermentazione in legno – affinamento in barrique per 12 mesi – in botti grandi per altri 12 mesi – in bottiglia per 12 mesi) Lungo affinamento per questo vino che si presenta nettamente più granato degli altri, meno denso ma con un attacco di naso molto intrigante, fine, delicato e sfaccettato anche se meno stratificato ed impattante. Piccoli frutti rossi, boisè, fiori secchi, rosa appassita e poutpourri con una leggera nota ematica e minerale. Al palato ha una beva facile anche se caldo e di corpo. Al centro bocca recupera grande energia con la parte acida che ci regala un finale sufficientemente disteso veicolando il contrasto del tannino ancora irrisolto che tenderebbe ad impuntarsi sul palato.
  6. F. Carlotto – Filari di Mazzon 2017 ( 4 ha – fermentazione in legno – affinamento 12 mesi tra barrique e botti grandi – 6 mesi in bottiglia) Si presenta rubino con sfumature granato, con poca estrazione. Al naso concede con grazia le sue matrici classiche di piccoli frutti rossi, leggero boisè, speziatura di cannella, pepe e fiori secchi. In bocca è un vino di grande scorrevolezza con un attacco leggermente caldo, si porta al centro bocca con grande souplesse. La spina acida già molto integrata con la materia ed il tannino sottile ci accompagnano in un finale molto disteso. Un vino già di grande equilibrio gustativo. In retrolfattiva è una piuma che ci accarezza il palato con note dolci di liquirizia e caramello. Lo potremmo disegnare su tela con pochi tratti, poche linee che definiscono i contorni e riescono a darci veramente l'idea del volume. Un vino maturo e di grande equilibrio.
  7. A. Gottardi – Mazzon 2017 ( 8 ha – affinamento in barrique per 12 mesi – poi in botti grandi per 6/8 mesi – 6 mesi in bottiglia ) Granato sull'unghia, presenta una densità maggiore rispetto al precedente. Al naso è ampio, intenso e profondo ma fine con note scure, dolci e balsamiche. In bocca è caldo e strutturato avvolgendo il palato con una forza maggiore rispetto al precedente. Tannino molto controllato e disteso non presenta note amaricanti. Una beva compatta, senza incertezze, un vino equilibrato per definizione con il suo fluire continuo ed armonico di una dinamica di bocca tra parti dure e morbide. In retrolfattiva è molto fine e persistente. Alle finezze e all'eleganza del vino precedente, si aggiunge una materia più piena e densa.

Alla serata è intervenuto anche Paolo Cerrini dell'azienda agricola “Il Rio” di Vicchio, che ci ha raccontato il Pinot Nero del suo territorio così lontano da quello di Mazzon ma altrettanto vocato.
La delegazione ringrazia il relatore Giampaolo Zuliani per la competenza e la professionalità, Simona Orlandi per l'organizzazione e i due Sommelier della serata Stefania Agostini e Fabio Bernardini e vi dà appuntamento al prossimo evento.

Articolo di Virginia Fossi


   
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